05/06/2026

Dentro The Traka

Sono partita mercoledì per The Traka, la gara gravel più importante d’Europa, con un mix di emozione e curiosità nel cuore. Sono arrivata in serata e, quasi senza accorgermene, mi sono ritrovata già in sella, a pedalare in quello che posso solo chiamare un piccolo paradiso del gravel. Anche solo quei primi chilometri avevano qualcosa di speciale.

Il giorno dopo ho avuto la possibilità di entrare ancora di più dentro al percorso, assaporando alcuni tratti della gara che mi avrebbe aspettata la domenica. Ogni strada, ogni paesaggio, sembrava raccontare una storia.

La magia della Traka sta proprio lì: non solo nel livello incredibile degli atleti o nella bellezza del territorio, ma anche nella libertà di scegliere il proprio viaggio. Tre distanze, tre esperienze diverse: 360 km, 200 km e 100 km. Io ho scelto i 100 km, il mio modo di vivere questa avventura.

È stato bellissimo osservare le gare del venerdì e del sabato, respirare quell’atmosfera unica… ma niente è paragonabile al momento in cui arriva il tuo turno di partire.

La sveglia è suonata presto, alle 05:30. Era una gara che portavo dentro da un anno, una di quelle in cui desideri semplicemente dare tutta te stessa.

Non è stata una giornata facile, lo ammetto. Ma, con dolcezza verso me stessa, posso dire di aver dato tutto quello che avevo. E questo mi basta. Non ho rimpianti.

Eravamo più di 266 donne al via, e con grande serenità sono felice del mio 16º posto e del 3º nella categoria U23.

Arrivavo a questa gara dopo giorni complicati, con l’influenza e uno stop forzato. Forse anche per questo tutto ha avuto ancora più valore: ho fatto ciò che potevo, con quello che avevo, cercando di vivere ogni momento fino in fondo, senza trattenermi.

Porto con me tanta gratitudine. Per esserci stata, per quello che ho vissuto, per le persone che mi stanno accanto. E per il mio allenatore, che con pazienza e presenza mi accompagna in questo percorso, aiutandomi ogni giorno a dare il meglio di me.